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Un manubrio basso può cambiare la vita? Guzzi V7 Cafè!


Pubblicato martedì 15 settembre 2009 da asky 143

La guardi ed è qualcosa di veramente particolare. Sarà per il suo colore “verde legnano” o per la linea, resa ancor più slanciata dall’assetto allungato e dalla sella ad un posto e mezzo. Poi ci sali sopra e le prime impressioni si trasformano in realtà. Non sembra di essere in sella ad una normale V7, ma ad una “special” artigianale. Viene voglia di indossare il vecchio “chiodo” ed il casco a padella per guidarla, tanto è il richiamo alle cafè racer. La posizione di guida sembra studiata appositamente per tutte le taglie ed il manubrio sportivo è posizionato non troppo in basso. L’ergonomia risulta quasi perfetta, anche non disdegneremo delle pedane leggermente più arretrate, ma non si può avere tutto dalla vita…..Del motore abbiamo già parlato: gira pacioso, ma con una rotondità disarmante. E’ possibile addirittura aprire il gas in quinta marcia a duemila giri e sentire una bella progressione senza rifiuti di sorta. Grazie al nuovo assetto ed alla facilità di inserimento in curva, si osa sempre di più facendo dimenticare che, comunque, si tratta di un mezzo “d’altri tempi” richiedente una guida fluida e morbida. Tuttavia la ciclistica pare nettamente migliorata rispetto alla versione “classic”. La forcella sembra avere una minor escursione ed un maggior freno idraulico in ritorno, mentre gli ammortizzatori sopportano meglio i trasferimenti di carico in accelerazione anche se, per una guida sportiva, vorremmo delle unità con un interasse maggiore.
Il tutto si trasforma in un piacere di guida immenso, che si trasforma in vera goduria quando si trovano strade piene di curve.
Insomma, una moto di grande fascino con la quale ci si possono togliere delle belle soddisfazioni. E pensare che il motore due valvole “settemmezzo” ha appena una cinquantina di cavalli…….
v7-cafe-7

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