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Denuncia F.I.C. alla commissione europea


Pubblicato lunedì 2 febbraio 2009 da Fabio Galli

Il dott. Mag. Giosuè Rossi (collaboratore della Federazione Italiana Customizer), relatore ed organizzatore della riunione, ha evidenziato il suo ultimo progetto di legalizzazione del mercato della personalizzazione: una denuncia alle Istituzioni europee.

Come è noto a tutti gli appassionati l’Italia non ha una normativa tecnica paragonabile a quella dei maggiori Paesi del Vecchio Continente. Altri Paesi della CE, come la Germania, hanno sistemi di omologazione e certificazione all’avanguardia e le loro imprese producono componenti e veicoli unici regolarmente omologati.

La Comunità Europea prevede che ci sia l’automatico riconoscimento delle certificazioni rilasciate dagli Stati membri, ciò non avviene in Italia dove l’art. 78 comma 2, stabilisce una visita e prova successiva alla modifica di un veicolo, a prescindere dall’omologazione nazionale rilasciata da un altro Paese della CE (es. TUV).

La normativa italiana viola i Trattati posti a fondamento della stessa Comunità, per queste ragioni il dott. Rossi ha inviato una serie di documenti che provano la lesione di cui sopra alla Commissione Europea che è l’organo a cui spetta il compito di verificare
la corretta attuazione del diritto comunitario da parte degli Stati membri. Se la Commissione valuterà positivamente la querela del dott. Rossi porterà il nostro Governo innanzi alla Corte di Giustizia. Il procedimento è destinato, in caso di doppia conforme, a sfociare in una sanzione pecuniaria per lo Stato italiano.

La procedura di denuncia è quindi un mezzo di pressione molto efficace. Per il riconoscimento delle omologazioni rilasciate dagli altri Paesi, non servirà una legge che modifichi il Codice della Strada italiano ma, seguendo la procedura già adottata dal Ministero per la regolarizzazione delle pellicole oscuranti per auto, basterà emanare una circolare che preveda l’automatico riconoscimento delle omologazioni europee, sfruttando il comma 1 dell’articolo 78 del C.d.S.

I benefici per i soci sono evidenti, infatti, se il Ministero sotto le incessanti pressioni della Commissione e intimorito da una sanzione economica, intraprenderà la strada evidenziata dal dott. Rossi, modificare un veicolo in Italia sarà possibile attraverso l’omologazione tedesca dei componenti o l’omologazione a unico esemplare. 

Viste le premesse appena evidenziate, il 29.01.2009 la Federazione, per mezzo del suo Presidente dott. Fabrizio Favre, ha sottoscritto la “denuncia alla Commissione Europea per la liberalizzazione del mercato della personalizzazione”, chiedendo
all’Istituzione comunitaria di prendere posizione quanto prima su questa ingiustizia che impedisce l’installazione, sui veicoli italiani, dei componenti omologati in Europa (es. tedeschi).

La sottoscrizione della FIC è molto importante. La Commissione ha infatti richiesto al dott. Rossi di produrre documenti che provino le fattispecie indicate nella denuncia. L’appoggio delle aziende che si occupano di customizzazione, a questo progetto, è un’ulteriore indizio di come in Italia le certificazioni degli altri Paesi europei non siano riconosciute.

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