All’asta i tesori confiscati dai vigili di Milano
Pubblicato domenica 14 dicembre 2008 da Fabio Galli
A spuntare i prezzi più alti, c’è da scommetterci, saranno le vecchie Vespe. Ne andranno all’asta ben 36, anche se in buona parte destinate alla demolizione (utili, comunque, a meccanici e collezionisti per ricavarne pezzi di ricambio). Ma ci sono anche scooter più recenti, vecchie moto stradali e da enduro e qualche «due ruote» da centauri nostalgici, come un «Fantic Caballero» e un «Dingo 50» della Moto Guzzi. In tutto, 68 motocicli, tutti già allineati sui loro cavalletti, nelle Depositerie civiche di via Gregorovius 15. Ma le due ruote sono solo la punta dell’iceberg di mercanzia che il Comune venderà al miglior offerente domani (dalle 9 alle 12.30, con eventuale prosecuzione mercoledì). Merce confiscata per i motivi più vari.
Assicurazioni non pagate, motori «truccati», abbandoni, ricettazioni, mercati delle pulci più o meno fuorilegge, pignoramenti. Dietro ogni oggetto, una storia. Che però, spesso, nessuno ricorda più. Come ci sarà approdata, in via Gregorovius, la «barca pilotina “Sessa” con carrello marca Pedretti e motore Johnson 25 Hp»? Un proprietario che navigava in cattive acque? Poi c’è l’angolo della musica. Dodici fisarmoniche, altrettanti violini, due clarinetti, sette chitarre, un tamburo. Pare il corredo della banda d’Affori. «Li avranno abbandonati dei musicisti di strada, per darsela a gambe alla vista dei vigili» ipotizzano al deposito. Il grosso della merce, però, verrà venduto a blocchi. Come gli ombrelli, divisi in dodici cassoni e ancora avvolti nel cellophane.
Sono quelli che si vedono nei mezzanini del metrò, a ogni capriccio di Giove Pluvio. «Tutte confische ai venditori abusivi, risalenti al 2006» dicono in via Gregorovius. Idem per la distesa di scatoloni, che saranno «battuti» bancale per bancale. Dentro, c’è di tutto. Roba da aprirci un negozio: guanti, cappelli, borse, sciarpe, lampade, cinture, incensi, orecchini, portafogli, occhiali, ventagli, pupazzetti, sandali, scarpe, ciabatte, accendini. Persino, testuale, «22 foto del Milan» e «10 anfore di terracotta». La base d’asta la deciderà, di volta in volta, il banditore, Giulio Camozzi. «Abbiamo incrementato il numero di queste aste — spiega l’assessore ai Servizi al cittadino Stefano Pillitteri —. In questo modo, raggiungiamo tre obiettivi: svuotiamo i nostri depositi, evitiamo che tutta questa merce vada sprecata e riempiamo un po’ le casse del Comune». E, allora, avanti: chi offre di più?
